Qual è il significato di gaslighting? Il gaslighting, anche detta l’arma perfetta del narcisista, è un problema che ricorre abbastanza frequentemente nelle nostre relazioni. Un male profondo, di cui siamo affetti anche se non ce ne accorgiamo.

Ma quindi, qual è il significato di gaslighting?

Indice

Il significato di gaslighting

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Il significato di gaslighting è letteralmente illuminazione a gas e deriva un film, Gaslight (1944), dove il marito manipolava psicologicamente la moglie fino alla pazzia. Il significato di gaslighting è quindi quello di manipolazione psicologica, che porta l’aggressore a cercare di circuire la sua vittima e farle dubitare di se stessa, fino ad avere il completo controllo psicologico ed emotivo.

Può sembrare strano, ma più una persona è legata sentimentalmente ed emotivamente all’aggressore, più è facile che possa subire gaslighting. Infatti il gaslighting non è un’aggressione che avviene improvvisamente, ma una manipolazione psicologica piuttosto subdola che si insinua lentamente.

Un esempio tipico

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Per capire meglio il significato di gaslighting la cosa migliore è provare ad immedesimarsi in un esempio tipico. Siamo una ragazza, piuttosto giovane, fidanzata da qualche mese con un ragazzo, un poco più grande di noi. Siamo in un bar, con degli amici, e c’è anche lui. È la prima volta che lo invitiamo ad un’uscita di gruppo. Siamo in ansia. Lui riesce a socializzare abbastanza tranquillamente. Si ride e si scherza. Siamo tranquilli, ora.

Poi, improvvisamente, lui comincia a dire cose strane ai nostri amici. Comincia a raccontare dei fatti privati della vostra vita, dettagli che preferivamo non fossero raccontati proprio a nessuno. Tutti ridono. Non ci sentiamo bene. Dopo, proviamo a confrontarlo da soli. E lui dice “Ma non vedi che è normale? E poi tutti ridevano”. Alle nostre ulteriori proteste risponde “E poi sono cose vere.”

Siamo confusi. Lui ci vuole bene, non farebbe mai qualcosa per umiliarci. Siamo noi che siamo esagerati, dopotutto. Facciamo sesso. Lui ci costringe a fare cose che non vorremo. Protestiamo. Ci dice “Vuoi ancora essere presa in giro?”. E quindi lo facciamo.

Le fasi del gaslighting

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Questa piccola storia appena raccontato è un esempio perfetto di gaslighting. Ma per capirlo meglio vale la pena di vederlo nelle sue fasi di attuazione, che sono essenzialmente tre:

Fase dello spiazzamento

Questa fase avviene spesso tramite love bombing: ci sono una serie di piccole critiche mischiate con un’esplosione di amore e di attenzioni, che destabilizzano la vittima. Ci sentiamo al contempo amati ma confusi, ma finiamo per giustificare comportamenti che ci sembrano strani e sbagliati proprio grazie al love bombing.

Fase del dialogo

In questa fase la vittima, conscia che ci sia qualcosa che non vada, cerca di istaurare un dialogo con il suo aggressore, pensando di poter risolvere la situazione appunto con il dialogo. È quindi anche la fase dell’illusione, dove non si comprende fino in fondo il problema e si pensa che sia risolvibile a parole.

Fase della colpa

Questa è la fase finale del gaslighting: la vittima capisce che il suo aggressore non cambierà, ma che alla fine è nel giusto e la colpa è solamente sua. In questa fase la vittima è vulnerabile e viene sempre più tormentata e umiliata. Arriverà ad un tale senso di convincimento che difenderà il suo aggressore pubblicamente contro chi gli farà notare la problematicità della situazione.

Le conseguenze sulla vittima

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Questo tipo di comportamento, soprattutto se portato avanti per lungo tempo, può portare conseguenze anche molto gravi per la vittima di gaslighting. Sono conseguenze anche pericolose, che possono portare a casi di depressione e totale dipendenza emotiva. Fra le cinque conseguenze più evidenti ci sono:

Senso di confusione

La più tipica della conseguenze del gaslighting: la vittima si sente totalmente confusa, sente che c’è qualcosa che non va, però non riesce a capirlo né ad accettarlo. O, anche peggio, pensano di essere pazze e di pensare di essere loro nel torto, nonostante tutte le evidenze.

Sensazione di non valere nulla

Ancora più tipica è la sensazione di non valere più nulla: un senso di annientamento che è anche l’obbiettivo principale del carnefice, per avere un totale controllo sulla vittima. Questo senso di svuotamento e di fallimento personale arriva soprattutto dopo essere stati sottoposti per lungo tempo al gaslighting.

Mancanza di forze fisiche e mentali

Essere sottoposti, soprattutto per lungo tempo, a questo tipo di trattamento, risucchia tutte le energie, fisiche e mentali. È uno stress costante, che porta a smettere di avere delle energie, a una sorta di sonno della mente perenne, che ci distacca dalla realtà.

Vergogna

Vergognarsi è una delle reazioni più tipiche del gaslighting: il gaslighter toglie alla sua vittima ogni capacità di essere razionale e cosciente della situazione. E quindi questa si vergogna anche di cose che non dovrebbe vergognarsi, pensando di non valere nulla e di non voler vedere nessun altro tranne il proprio carnefice.

Idealizzazione del carnefice

Vergognandosi della sua condizione e rintanandosi continuamente in casa nelle braccia del suo carnefice, la vittima finisce per idealizzarlo. Quindi, nonostante i difetti che la vittima sente di avere, il suo partner la accetta per quello che è. E quindi è un santo, nonché l’unica persona con cui può stare.

Come riconoscere il gaslighting

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Come abbiamo visto, il gaslighting è una manipolazione veramente subdola e sottile, di cui spesso ci si accorge quando si è già totalmente caduti nella sua rete. Tuttavia ci sono cinque campanelli di allarme che possono essere utili per riconoscere questo comportamento.

Piccole bugie

La relazione con un gaslighter è definita de molte, moltissime bugie. Inizialmente potrebbero sembrare delle bugie innocue, a cui non diamo neanche tanta importanza. Tuttavia, davanti ad un comportamento del genere, ovvero di un continuo mentire e nascondere, sinonimo di grande insicurezza, bisogna stare in guardia.

Gelosia incontrollata

Abbiamo già parlato di come la gelosia possessiva si un bel campanello d’allarme per una relazione tossica. Questo è un problema più evidente: avendo coscienza del fatto che la gelosia non è amore, quando si notano dei comportamenti di gelosia incontrollata e insensata (come divieto di vedere gli amici per paura di essere tradito), è il momento di prendere le distanze.

Negare l’evidenza

Questa è l’arma più subdola del gaslighter, quella che porta la vittima a dubitare totalmente di se stessa, negando che certe cose non sono successe o se l’è immaginate. In questo caso è molto difficile riuscire a rendersi conto, soprattutto se è presente uno stretto legame emotivo con il carnefice.

Dirottare la conversazione

Come conseguenza diretta del negare l’evidenza, anche dirottare la conversazione è un comportamento tipico. Infatti tipicamente durante un momento di confronto su un problema che riguarda il gaslighter, questo tende a dirottare la conversazione verso quello che interessa a lui, particolarmente i problemi che invece gli crea la sua vittima, anche se inventati.

Ricatti emotivi

Per riuscire ad avere sotto il suo totale e controllo la vittima, anche davanti a delle colpe proprie, il gaslighter cercherà di farla sentire in colpa con dei ricatti emotivi. Una delle tecniche più usate è il trattamento del silenzio, che porta la vittima a voler risolvere la situazione e chiedere scusa, anche se la colpa non è sua.

Come difendersi dal gaslighting

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Il gaslighting è un male che colpisce purtroppo molte relazioni, ed è difficile riuscire ad uscirne. Tuttavia, se non siamo riusciti a allontanarci dal carnefice fin dai primi campanelli d’allarme (e non ne abbiamo colpa), ci sono tre passi per riuscire a difendersi dal gaslighter e riprendere in mano la propria vita.

Acquisire consapevolezza

Per difendersi dal gaslighting, è importante prima di tutto acquisire consapevolezza non solamente del problema, ma prima di tutto di noi stessi. Infatti il gaslighter cerca di agire sulla nostra autostima, svilendoci, mentre se riusciamo ad acquisire consapevolezza della realtà dei fatti, e non di come l’altra persona cerca di raccontarcela, abbiamo già fatto un passo avanti.

Cercare aiuto

Nonostante una delle tecniche del gaslighter per annientarci è di farci fare terra bruciata attorno, una buona idea per riuscire ad uscire da questa situazione è cercare aiuto, prima di tutto fra amici e parenti, persone di cui ci fidiamo. Se questo non è possibile, esistono molti sportelli di ascolto, anche a titolo gratuito, per un aiuto professionale.

Troncare la relazione

Questo è il momento più difficile di tutto il percorso di allontanamento dal gaslighter, ma anche più importante. La relazione non va interrotta, va veramente troncata. Sarà molto difficile, perché seguiranno i ricatti emotivi, se non le minacce, ma bisogna arrivare pronti a questo momento. Se c’è bisogno, non dobbiamo avere vergogna di chiedere aiuto ad altre persone.

Migliorare la propria autostima e la propria vita

Riconoscere il gaslighting è solamente una degli strumenti che possiamo aggiungere al nostro arsenale per migliorare la nostra vita lavorativa e personale.

Per questo The Smart Leader offre un corso gratuito di crescita personale finalizzato ad acquisire una maggiore consapevolezza delle proprie capacità e ad aumentare la propria autostima.

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